
Codice di autodisciplina ANSEB
Letto, approvato e sottoscritto! RistoChef, aderente ad ANSEB – Associazione Nazionale Società Emettitrici di Buoni Pasto – saluta con soddisfazione l'adozione in sede associativa del Codice di Autodisciplina. Una scelta forte quella di ANSEB alla cui elaborazione RistoChef ha fattivamente collaborato condividendo lo sforzo, non più procrastinabile, volto a ridare smalto all'immagine del settore messa in crisi da politiche di acquisto, sia pubbliche che private, spesso del tutto sganciate da logiche rispettose della funzione sociale del servizio sostitutivo di mensa e completamente imperniate sulle più aggressive politiche di acquisto che vorrebbero trasformare i Buoni Pasto in una commodity sulla quale creare aree di saving crescenti (i cui effetti, come noto, inevitabilmente si ripercuotono sull'economia del Pubblico Esercizio e spesso costituiscono un vero e proprio prelievo occulto nelle tasche dei Lavoratori). Contro simili impostazioni ribassiste RistoChef sostiene, da anni, la necessità di un intervento legislativo a tutela della "filiera", il cui denominatore deve mirare ad esaltare condotte improntate ad una maggiore responsabilità sociale della quale devono farsi carico, in primis, i datori di lavoro. Il Codice di Autodisciplina va anche in questa direzione e ci si augura che possa essere diffuso e difeso in ogni sede affinché il Mercato possa distinguere, sempre meglio, l'operato delle imprese emettitrici, qualificandole sulla base anche degli impegni di responsabilità ch'esse assumono nell'esecuzione della loro attività, confrontandole a parità di tali impegni ed isolando pratiche che prediligono unicamente la compressione dei margini della Rete Affiliata scaricando su questa le tensioni economiche di politiche commerciali forse attraenti per il committente meno accorto, ma certamente insostenibili e come tali non perseguite dalle imprese più serie e responsabili. Il Codice di Autodisciplina, nelle intenzioni dell'Amministratore Delegato di RistoChef Giovanni Scansani, "aiuterà anche a distinguere la committenza rispettosa delle norme e delle finalità sociali del servizio sostitutivo di mensa da quella meno attenta a tali esigenze o, peggio, del tutto disinteressata rispetto a considerazioni che mirano a porre in giusto equilibrio il benessere dei beneficiari del servizio con le esigenze di risparmio dei datori di lavoro pubblici e privati".
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